
La grande G è come sempre fucina di sperimentazioni e nuove tecnologie, leader indiscussa nel mondo web ci propone su www.google.com la possibilità di scegliere se visualizzare sulle SERP risultati generali o localizzati per area geografica. Prima di questa opzione, se qualcuno voleva cercare una casa nella propria città su google, si inserivano le keyword casa (backspace) nome della città. Ora basta digitare casa e cliccare sui link show options e nearby: il motore mostrerà i risultati più pertinenti nel minor tempo possibile e più vicini alla zona in cui ci si trova nel momento in cui si effettua la ricerca. Per chi lavora nel search engine marketing, la geolocalizzazione (o geotargeting) dei risultati non è una novità, in quanto gli annunci Adwords possono essere pubblicati in aree geografiche ben precise e quindi cliccati solo ed esclusivamente dagli utenti che si trovano all’interno dell’area geografica scelta al momento della creazione della campagna Adwords. Purtroppo entrambe le tecnologie sopra elencate non funzionano in Italia. Infatti, nel bel paese non si può effettuare la ricerca utilizzando l’opzione nearby e la geolocalizzazione degli annunci Adwords funziona al 20% perché il targeting per località è legato all'indirizzo ip che in Italia viene assegnato senza obbligo da parte del provider di corrispondenza geografica.


Google rivoluzionerà la tecnologia di connessione ad Internet. Big G sta offrendo la nuova banda larga tramite la quale l'esperienza di navigazione online sarà più veloce di circa 100 volte rispetto a quella offerta dai principali provider.
Dichiarazioni ufficiali annunciano che la volocità raggiunta dal servizio internet marchiato Google sarà di un gigabit al secondo. Purtroppo il colosso dei motori di ricerca è ben lontano da elargire il prezioso "regalo" a tutti.
Per il momento si tratta solo di un esperimento al fine di testare nuovi servizi internet che sfruttino a pieno l'eccezionale velocità di 1 GB/s.


L'attesissimo Steve Ballmer, Ceo di Microsoft, sul palco del Ces 2009 a Las Vegas, ha aperto di fatto una nuova era nell'ambito dei sistemi operativi della grande casa softwaristica di Bill Gates. Durante il suo intervento, Ballmer ha spiegato che il rilascio della beta release di Windows 7 (il nuovo Os di Microsoft che sostituirà Vista) è cosa fatta. Il nuovo Windows avrà caratteristiche che consentono di definire Vista ormai obsoleto. Maggiore accesso a file e strumenti grazie all'aumentata immediatezza, un minor numero di icone, abbassamento generale delle risorse hardware che ne consentono il massimo delle potenzialità (necessario per i notebook alle voci avviamento e risparmio energetico) e tecnologia touchscreen sono le fondamentali differenze tra Windows 7 e Vista. Per quanto riguarda il rilascio definitivo del nuovo sistema operativo, data certe non ce ne sono ancora. Tutto lascia supporre che entro la fine del 2009, comunque, si concretizzerà il debutto e nel 2010 si avrà la massima visibilità. (Studio8: news su web marketing e posizionamento naturale anno 2009 (Studio8 Biella))


Un fisico dell'università di Harvard, Alex Wissner Gross, ha condotto uno studio sull'emissione di Co2 prodotta eseguendo una query su un motore di ricerca. L'esperienza ha dimostrato al suddetto scienziato che la catena di azioni necessarie per produrre una risposta da parte di un server all'interrogazione dell'utente internet, immetterebbe nell'atmosfera circa 7 grammi di anidride carbonica, cioè più o meno la metà di quella generata per riscaldare una teiera. Il calcolo prende in esame anche il consumo energetico necessario per visualizzare una pagina web, che va da 0,02 a 0,2g di co2 al secondo, variazione determinata dalla presenza o meno di video o immagini nella pagina. Lo studio effettuato dal professor Wissner Gross, è stato pubblicato dal Times ed è intitolato “Una ricerca su Google ha adesso un preciso impatto ambientale”. L'articolo del quotidiano d'oltremanica, oltre alle cifre calcolate dal fisico e al parere di alcuni altri esperti che le ridimensionano leggermente, ammonisce che ogni nuovo servizio internet grava sull'ambiente. Ovviamente non sono mancate le reazioni di blogger ed esperti, fino alle dichiarazioni ufficiali di Google che sostengono l'inesattezza delle cifre. Bisogna innanzitutto affermare che il colosso di Mountain View, è una delle realtà più attente alla produzione di gas serra e che, con investimenti importanti, si è dotata di macchine e di server tra i più efficienti e puliti dal punto di vista delle emissioni in tutto il pianeta. Le cifre calcolate dagli esperti di Google sono decisamente inferiori rispetto a quelle riportate nell'articolo del professor Wissner Gross (circa 35 volte meno). Dopo aver letto i dati che provengono dalle varie ricerche, sorge una domanda: visto che la produzione e la consultazione (recandosi a comprarlo o a leggerlo in biblioteca) di un libro pesa circa 2,5 kg di anidride carbonica alla Terra (cioè l'ammontare di 12000 ricerche su internet), non è che il web aiuti l'ambiente? (Studio8: news su web marketing e posizionamento naturale (Studio8 Biella))
