Studio 8: web marketing, posizionamento sui motori di ricerca e realizzazione siti web

Studio 8: news



15
Gen.
  Fare ricerche su internet inquina

Un fisico dell'università di Harvard, Alex Wissner Gross, ha condotto uno studio sull'emissione di Co2 prodotta eseguendo una query su un motore di ricerca. L'esperienza ha dimostrato al suddetto scienziato che la catena di azioni necessarie per produrre una risposta da parte di un server all'interrogazione dell'utente internet, immetterebbe nell'atmosfera circa 7 grammi di anidride carbonica, cioè più o meno la metà di quella generata per riscaldare una teiera.  Il calcolo prende in esame anche il consumo energetico necessario per visualizzare una pagina web, che va da 0,02 a 0,2g di co2 al secondo, variazione determinata dalla presenza o meno di video o immagini nella pagina. Lo studio effettuato dal professor Wissner Gross, è stato pubblicato dal Times ed è intitolato “Una ricerca su Google ha adesso un preciso impatto ambientale”. L'articolo del quotidiano d'oltremanica, oltre alle cifre calcolate dal fisico e al parere di alcuni altri esperti che le ridimensionano leggermente, ammonisce che ogni nuovo servizio internet grava sull'ambiente. Ovviamente non sono mancate le reazioni di blogger ed esperti, fino alle dichiarazioni ufficiali di Google che sostengono l'inesattezza delle cifre. Bisogna innanzitutto affermare che il colosso di Mountain View, è una delle realtà più attente alla produzione di gas serra e che, con investimenti importanti, si è dotata di macchine e di server tra  i più efficienti e puliti dal punto di vista delle emissioni in tutto il pianeta.  Le cifre calcolate dagli esperti di Google sono decisamente inferiori rispetto a quelle riportate nell'articolo del professor Wissner Gross (circa 35 volte meno). Dopo aver letto i dati che provengono dalle varie ricerche, sorge una domanda: visto che la produzione e la consultazione (recandosi a comprarlo o a leggerlo in biblioteca) di un libro pesa circa 2,5 kg di anidride carbonica alla Terra (cioè l'ammontare di 12000 ricerche su internet), non è che il web aiuti l'ambiente? (Studio8: news su web marketing e posizionamento naturale (Studio8 Biella))


2
Gen.
  I capolavori del Prado su Google Earth

E' stata implementata dai tecnici di Mountain View una nuova funzione per Google Earth: quattordici opere ospitate nel museo del Prado a Madrid, sono da oggi osservabili in rete fin nei più piccoli dettagli, impossibili da vedere anche ad occhio nudo.
Delle suddette opere, prese come campione per il nuovo servizio di Google, sono state scattate 8200 fotografie in mega-alta-risoluzione.Ogni quadro è poi stato ricomposto come un puzzle digitale, rendendo possibile la navigazione all'interno dell'opera. Le immagini sono costituite da 14000 megapixel e questo consente di avvicinarsi e selezionare il dettaglio, andando ad osservare particolari che sfuggono all'osservatore .
Benchè l'iniziativa sia stata finanziata interamente da Google, i responsabili del museo hanno prestato la massima collaborazione, convinti della bontà del progetto.
L'esperimento, comunque limitato alle sole 14 opere più importanti a causa della mole di lavoro necessaria (3 mesi per le foto e 4 per mettere a punto la navigabilità attraverso Google Earth), potrebbe essere ampliato alla totalità delle opere del Prado e coinvolgere altre pinacoteche e musei di altri stati.
Per ammirare la nuova funzione è necessario, dopo aver scaricato Google Earth, digitare ´Palazzi in 3D´ e successivamente ´Prado´.
(Studio8: news su web marketing e posizionamento naturale anno 2009 (Studio8 Biella))



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